Trasformare lo scarto del banano in assorbenti naturali ed economici: il progetto Saathi
Trasformare lo scarto del banano in assorbenti naturali ed economici per tutte le donne? È stata l’idea della start-up Saathi nata nel 2015.
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TTrasformare lo scarto del banano in assorbenti naturali ed economici per tutte le donne? Questa è stata l’idea della start-up Saathi nata nel 2015, quando i suoi co-fondatori Kristin Kagetsu, Tarun Bothra e Grace Kane, laureati al MIT (Stati Uniti), alla Nirma University e al MIT (Stati Uniti), si sono uniti con l’obiettivo di creare assorbenti igienici compostabili e completamente ecologici, utilizzando fibre di banana di provenienza locale dallo stato del Gujarat, nell’India occidentale.
I co-fondatori di Saathi hanno lanciato una start-up pionieristica con una missione ambiziosa: migliorare l’accesso delle donne indiane agli assorbenti igienici e affrontare il problema dei rifiuti prodotti dagli scarti delle piante di banano. Utilizzando la fibra di banano, un sottoprodotto agricolo abbondante nello stato del Gujarat, Saathi ha sviluppato assorbenti biodegradabili, compostabili ed ecologici, dimostrando che innovazione e sostenibilità possono andare di pari passo.
Un problema sempre più urgente, non solo in India
In India solo un terzo delle donne aveva accesso a prodotti igienici adeguati nel 2015, e ogni anno si producono 150.000 tonnellate di rifiuti derivanti dagli assorbenti tradizionali. Questi ultimi, realizzati con plastica e poliestere, richiedono fino a 800 anni per degradarsi. Al contrario, gli assorbenti di Saathi si decomponono in soli 6 mesi, contribuendo significativamente a ridurre l’inquinamento. Allo stesso tempo, circa il 50% di ogni pianta di banano viene normalmente scartato. Saathi ha trasformato questo scarto in una risorsa preziosa, affrontando sia un problema ambientale che una questione sociale legata alla salute e all’igiene femminile.
Come vengono prodotti gli assorbenti di banano
Il processo di produzione è semplice e innovativo:
- Taglio e separazione: il fusto della pianta di banano viene tagliato e suddiviso in strati.
- Trasformazione delle fibre: gli strati vengono lavati, asciugati e trasformati in fibre simili al cotone.
- Compattazione: le fibre vengono compattate per ottenere la forma degli assorbenti.
- Igienizzazione e imballaggio: gli assorbenti vengono testati, sterilizzati e confezionati in materiali biodegradabili.
Grazie a questo processo, gli assorbenti sono naturali, privi di sostanze chimiche e sicuri per la pelle, riducendo anche le emissioni di CO₂ rispetto ai metodi di produzione tradizionali.
Assorbenti con gli scarti del banano: i benefici ambientali e sociali
Gli assorbenti di Saathi riducono l’impatto ambientale dei rifiuti e utilizzano fibre agricole senza bisogno di ulteriori risorse e non contengono candeggina o altre sostanze tossiche, così da essere più sicuri rispetto a quelli convenzionali. Non solo. Offrono un’alternativa economica per le donne in India, migliorando l’igiene mestruale soprattutto nelle comunità rurali. I numeri parlano chiaro: dal lancio Saathi ha distribuito oltre 2 milioni di assorbenti in India, dimostrando come le sfide ambientali possano essere trasformate in opportunità di innovazione e impatto sociale.
Non solo India. Al via un progetto simile anche in Kenya
Stesse esigenze, altro luogo del mondo. In Kenya un gruppo di cinque studenti della St. Paul’s University di Limuru ha dato vita a Eco-Bana, un’azienda che produce assorbenti biodegradabili utilizzando le foglie di scarto degli alberi di banano. Questo progetto innovativo è stato premiato con l’ambito Hult Prize, un riconoscimento internazionale per imprese sociali che affrontano le sfide globali più urgenti.
I giovani fondatori – Lennox Omondi, Keylie Muthoni, Brian Ndung’u, Shiltone Dullah ed Emmanuel Tony, tutti tra i 20 e i 23 anni – hanno trasformato un rifiuto agricolo in una soluzione ecologica e accessibile per le donne africane. Gli assorbenti di Eco-Bana, realizzati interamente in fibra di banana, rappresentano un’alternativa sostenibile ai prodotti tradizionali che contengono plastica e cloruro di polivinile, sostanze altamente inquinanti.
Secondo Omondi, amministratore delegato del progetto, l’obiettivo principale è rendere gli assorbenti igienici economici e accessibili al maggior numero di donne in Kenya e oltre. L’idea iniziale di produrre assorbenti riutilizzabili è stata abbandonata a causa della scarsità d’acqua in molte aree del Paese. La soluzione biodegradabile offre invece un doppio beneficio: riduce povertà e inquinamento, affrontando due sfide critiche in Africa.