Solubag, il sacchetto biodegradabile che si scioglie in acqua

Dal Cile arriva Solubag, un sacchetto biodegradabile che si scioglie completamente in acqua senza lasciare tracce di microplastiche.

Solubag, il sacchetto biodegradabile che si scioglie in acqua

LLa lotta all’inquinamento da plastica è una delle sfide ambientali più urgenti del nostro tempo. Ogni anno vengono utilizzati oltre 4 trilioni di sacchetti di plastica, molti dei quali finiscono negli oceani, compromettendo la salute dell’ecosistema marino. In questo contesto, una soluzione rivoluzionaria arriva dal Cile: si chiama Solubag, un sacchetto biodegradabile che si scioglie completamente in acqua senza lasciare tracce di microplastiche.

L’idea nasce dalla ricerca di due scienziati cileni, Roberto Astete e Cristian Olivares, che inizialmente stavano studiando nuovi detersivi biodegradabili. Durante gli esperimenti i due hanno scoperto che sostituendo i derivati del petrolio con un polimero a base di calcare era possibile ottenere un materiale plastico solubile in acqua e completamente atossico. Questo ha portato alla nascita di Solubag, un’alternativa innovativa ai tradizionali sacchetti di plastica, in grado di biodegradarsi in pochi minuti.

Come funziona Solubag?

A prima vista, Solubag appare come un normale sacchetto di plastica, con la stessa resistenza e funzionalità. Tuttavia, la sua composizione lo rende unico: quando entra in contatto con l’acqua, si dissolve completamente senza rilasciare sostanze inquinanti.

Esistono due varianti del prodotto:

  • Solubag Basic, che si scioglie in acqua fredda, adatto per un utilizzo usa e getta.
  • Solubag Premium, più resistente e simile a un sacchetto in tessuto, che si dissolve solo in acqua calda, rendendolo adatto anche per un uso prolungato.

Durante una dimostrazione pubblica, Astete ha immerso un Solubag in un contenitore d’acqua, lo ha agitato fino a farlo dissolvere completamente e poi ha bevuto parte del liquido per dimostrare la sicurezza del materiale.

Solubag, un’innovazione contro l’inquinamento marino

L’introduzione di Solubag potrebbe avere un impatto significativo sulla riduzione dei rifiuti plastici negli oceani. Oggi, infatti, la plastica rappresenta una delle principali minacce per la fauna marina: ogni chilometro quadrato di oceano contiene oltre 60.000 particelle di microplastica, che vengono ingerite da pesci e altri organismi marini, finendo così nella catena alimentare umana.

A differenza della plastica tradizionale, che impiega da 150 a 500 anni per decomporsi, Solubag si dissolve in meno di cinque minuti, offrendo una soluzione concreta e immediata all’inquinamento da plastica monouso. Inoltre, la sua produzione non utilizza derivati del petrolio, riducendo il consumo di risorse fossili e l’emissione di gas serra.

Il Cile in prima linea nella lotta alla plastica

Il Cile è stato il primo Paese del Sud America a vietare l’uso dei sacchetti di plastica, un passo fondamentale nella lotta contro l’inquinamento. Paesi come Ruanda, Giamaica e molte nazioni europee stanno seguendo lo stesso esempio, imponendo restrizioni severe all’uso della plastica monouso.

L’azienda cilena produttrice di Solubag spera che questa tecnologia venga adottata su scala globale, offrendo un’alternativa ecologica ai sacchetti di plastica tradizionali. La sua applicazione potrebbe estendersi anche ad altri prodotti in plastica, come contenitori per alimenti, imballaggi e persino tessuti tecnici.

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