Il segreto del benessere green? La formula del 3-30-300

Per vivere in un ambiente sano basta seguire una regola composta da tre punti fondamentali all’insegna del green: la regola del 3-30-300.

Il segreto del benessere green? La formula del 3-30-300

IIn un mondo sempre più caldo, gli alberi rappresentano la soluzione più efficace per migliorare la qualità della vita nelle aree urbane. Le città, con la loro abbondanza di cemento e asfalto, soffrono dell’effetto “isola di calore”, che le rende fino a 5°C più calde rispetto alle campagne circostanti. Per affrontare questa sfida, il contatto con la natura e la presenza di spazi green sono diventati essenziali per il benessere fisico e mentale delle persone.

Un’idea semplice ma rivoluzionaria per rendere le città più green è la regola del 3-30-300, proposta dall’ecologo forestale olandese Cecil Konijnendijk, membro del Nature Based Solutions Institute. Questa metodologia definisce tre obiettivi chiave per migliorare il verde urbano e renderlo accessibile a tutti:

  • Ogni abitazione dovrebbe avere una vista su almeno 3 alberi di grandi dimensioni.
  • Ogni quartiere dovrebbe avere almeno il 30% della sua superficie ricoperta di vegetazione.
  • Nessuno dovrebbe vivere a più di 300 metri da un parco o spazio verde.

Il segreto del benessere green. La formula del 3-30-300

Gli alberi: benessere green visibile dalla finestra

Secondo Konijnendijk, vedere almeno tre alberi dalla propria abitazione è un primo segnale positivo per il benessere mentale. Durante la pandemia, molti hanno riconosciuto l’importanza di avere del verde visibile dalle proprie finestre, un aspetto che ha contribuito a ridurre lo stress e migliorare l’umore. Alcuni comuni, come quello di Frederiksberg in Danimarca, hanno già adottato politiche che garantiscono almeno un albero visibile da ogni abitazione. Konijnendijk suggerisce di fare un passo ulteriore: non solo un albero, ma tre, per massimizzare i benefici per la salute.

30% di copertura verde per quartieri più sani

La copertura arborea gioca un ruolo cruciale nel migliorare il microclima, ridurre l’inquinamento atmosferico e acustico e promuovere la socialità. Konijnendijk sottolinea che un quartiere verde invita le persone a trascorrere più tempo all’aperto, migliorando la salute fisica e mentale. Diverse città, tra cui Barcellona, Vancouver, e Seattle, stanno già lavorando per raggiungere l’obiettivo del 30% di copertura vegetale nei quartieri. Tuttavia, secondo l’ecologo, questo dovrebbe essere considerato un minimo: percentuali più alte potrebbero garantire una maggiore armonia con la natura.

300 metri da un parco: accessibilità green e salute

La vicinanza a spazi verdi di qualità è essenziale per il benessere. La regola prevede che nessuno debba vivere a più di 300 metri da un parco o giardino. Questa distanza è stata individuata come ideale per incoraggiare l’attività fisica, il relax e la socializzazione. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda che questi spazi verdi siano di almeno 1 ettaro e facilmente accessibili per massimizzarne l’utilizzo.

Un problema spesso sottovalutato è la distribuzione disomogenea del verde urbano. Nei quartieri più ricchi si trovano spesso scuole migliori, infrastrutture più curate e più aree verdi. La regola 3-30-300 mira a ridurre queste disuguaglianze, garantendo che tutti, indipendentemente dal reddito, abbiano accesso agli stessi benefici.

Implementare la regola 3-30-300 non è un percorso privo di ostacoli. Uno dei problemi principali è la competizione per lo spazio urbano, sia in superficie che nel sottosuolo. Radici, metropolitane, cavi e infrastrutture si contendono i primi metri del terreno, rendendo difficile la sopravvivenza degli alberi. Città come Stoccolma stanno affrontando questa sfida con tecnologie innovative, come i “tree pit”, pozzetti sotterranei che proteggono le radici e raccolgono l’acqua piovana.

Non solo. L’aumento delle temperature richiede specie arboree più resilienti. Henrik Sjöman, ecologo svedese, sostiene che le città del futuro dovranno piantare anche specie esotiche, capaci di resistere a climi più caldi. Città come Vienna stanno già sperimentando l’utilizzo di alberi come il bagolaro, l’acero riccio e la zelkova giapponese.

Tecnologia e innovazione per le città verso un futuro più green

La tecnologia sta giocando un ruolo chiave nel verde urbano. A Singapore, una startup chiamata Greehill utilizza un “gemello digitale” per simulare scenari futuri e studiare come gli alberi reagiranno ai cambiamenti climatici, alle malattie e alle condizioni urbane. Questo approccio consente di pianificare interventi più efficaci e di garantire la sopravvivenza delle piante.

Il verde urbano non è solo una questione di estetica, ma una necessità per affrontare le sfide ambientali e sociali delle città moderne. La regola 3-30-300, combinando semplicità ed efficacia, sta già ispirando politici, urbanisti ed ecologi in tutto il mondo. Con una visione innovativa e una gestione sostenibile, le città del futuro potrebbero trasformarsi in vere e proprie foreste urbane, migliorando la qualità della vita per tutti.

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