Da rifiuto a risorsa: gli scarti dell’ananas possono diventare un sostituto per la pelle tradizionale

Da rifiuto a risorsa: gli scarti del frutto dell’ananas possono diventare un valido sostituto per la pelle tradizionale.

Da rifiuto a risorsa: gli scarti dell’ananas possono diventare un sostituto per la pelle tradizionale

UUn team di ricercatori della Mahidol University in Thailandia ha sviluppato un materiale innovativo che potrebbe ridefinire il settore della pelle sostenibile. Questo nuovo prodotto, realizzato a partire dalle foglie di ananas, si distingue per la sua elevata resistenza e per le proprietà ecologiche, dimostrandosi un’alternativa valida alla pelle tradizionale e a molti materiali sintetici.

Dagli scarti dell’ananas al nuovo materiale: un processo naturale e privo di plastica

Il materiale viene creato estraendo meccanicamente le fibre delle foglie di scarto dell’ananas, un sottoprodotto dell’industria agricola che altrimenti verrebbe eliminato. Una parte delle fibre viene trattata con idrossido di sodio, mentre il resto rimane al naturale. Successivamente le fibre sono trasformate in fogli non tessuti e rivestite con lattice di gomma naturale composto, prima di essere sottoposte a trattamenti termici e compressione.

Il risultato è una pelle alternativa che può essere tinta utilizzando esclusivamente coloranti naturali, come carote, fondi di caffè e tè rosso thailandese esausto. Questo approccio elimina completamente l’uso di materiali sintetici o plastici, rendendo il prodotto non solo sostenibile, ma anche biodegradabile.

Prestazioni e vantaggi rispetto ad altri materiali

Uno studio pubblicato sulla rivista Sustainability ha analizzato le caratteristiche meccaniche del materiale, inclusa la resistenza alla trazione, la durezza e la forza di rottura. I risultati hanno dimostrato che questa pelle alternativa ha una resistenza comparabile alla pelle bovina e supera molti materiali privi di origine animale, come quelli a base di poliuretano (PU) o funghi.

gli scarti dell'ananas

La ricerca ha individuato anche il miglior rapporto tra fibre di foglie di ananas e lattice naturale, fissandolo al 50:50. I campioni ottenuti con fibre trattate chimicamente si sono rivelati più morbidi e dotati di maggiore estensibilità alla rottura. Inoltre, l’aggiunta di un promotore di adesione ha migliorato significativamente le proprietà elastiche del materiale, garantendo prestazioni ottimali.

Mentre sul mercato esistono già materiali alternativi alla pelle derivati da sottoprodotti di frutta come mele, banane e lo stesso ananas, molti di essi contengono piccole quantità di additivi sintetici. Al contrario, la pelle sviluppata dalla Mahidol University è completamente bio-based e priva di componenti plastici. Questo la rende una soluzione realmente biodegradabile e meno impattante per l’ambiente.

La pelle tradizionale comporta costi ambientali significativi legati all’allevamento intensivo, all’uso di sostanze chimiche per la concia e alle emissioni di gas serra. Con questa innovazione, è possibile ridurre tali impatti, offrendo un’alternativa economica e sostenibile, particolarmente adatta a settori come l’automotive e la moda.

Alternative bio-based alla pelle: un mercato in rapida crescita

Secondo un rapporto del 2022 il mercato globale delle alternative bio-based alla pelle sta registrando un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 47,5% nel periodo 2021-2027. La domanda è alimentata dalla crescente consapevolezza sull’impatto ambientale della pelle convenzionale e dall’adozione di materiali sostenibili da parte di grandi industrie, come quella automobilistica.

Questo nuovo materiale potrebbe rappresentare un punto di svolta in questo settore, offrendo soluzioni non solo ecologiche, ma anche economicamente accessibili. L’innovazione dimostra come sia possibile trasformare i rifiuti agricoli in prodotti di alto valore, contribuendo a una transizione verso un futuro più sostenibile.

La pelle alternativa a base di foglie di ananas sviluppata dalla Mahidol University rappresenta un esempio brillante di economia circolare e innovazione sostenibile. Non solo riduce i rifiuti agricoli, ma offre anche un’opzione competitiva e ambientalmente responsabile rispetto alla pelle tradizionale e ad altri materiali sintetici.

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